Le Asturie propongono un divieto temporaneo di pesca del salmone, con eccezioni per la prima cattura della stagione (Campanu) e per il ripopolamento.

  • Il Ministero degli Affari Rurali propone di vietare la pesca ordinaria del salmone a partire dal 2027, ad eccezione della cattura del salmone Campanu e dei progetti di ripopolamento.
  • Il provvedimento si basa sul principio di precauzione e su dati scientifici che dimostrano un declino storico della specie.
  • La decisione ha generato un intenso dibattito politico e sociale, con il sostegno della sinistra e le critiche della destra e dei pescatori.
  • Gli aiuti finanziari alle associazioni di pescatori saranno mantenuti e il monitoraggio scientifico sarà rafforzato.

Divieto di pesca del salmone nelle Asturie

Il Governo del Principato delle Asturie ha annunciato l'intenzione di vietare la pesca regolare del salmone atlantico durante la stagione 2027 , una misura volta ad arrestare il declino storico di questa specie emblematica dei fiumi asturiani. La proposta, che sarà sottoposta al Consiglio per gli ecosistemi acquatici e la pesca nelle acque interne, si basa sul principio di precauzione e su un'ampia gamma di dati scientifici che evidenziano un trend negativo nelle popolazioni di salmoni.

La decisione non è assoluta, in quanto prevede delle eccezioni per preservare la tradizione del Campanu (il primo salmone della stagione) e per sostenere progetti di riproduzione e ripopolamento , come il programma ARCA promosso dall'Associazione dei Pescatori di Las Mestas del Narcea. Il divieto giunge dopo una stagione conclusasi con sole 108 catture, il 18% in meno rispetto all'anno precedente, e in un contesto di crescente preoccupazione per la sopravvivenza della specie nella penisola iberica.

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Un divieto temporaneo con eccezioni

Eccezioni al divieto di pesca del salmone

L'Assessorato regionale agli Affari Rurali e alla Politica Agricola, guidato da Marcelino Marcos, ha spiegato che la proposta stabilisce un divieto generale sulla pesca regolare del salmone , ma consente la cattura del primo salmone pescato in ogni bacino idrografico, noto come Campanu , per preservare le tradizionali aste e celebrazioni. Una volta catturato questo pesce, il bacino viene chiuso per il resto della stagione. Inoltre, è autorizzata la cattura di salmoni vivi a scopo di riproduzione e ripopolamento, sempre sotto supervisione tecnica e protocolli specifici.

Il consigliere ha sottolineato che il provvedimento riflette una tendenza storica, non un evento isolato , e che sarà accompagnato da un maggiore sostegno finanziario alle associazioni di pescatori. Nello specifico, i fondi destinati alle associazioni di pesca fluviale, attualmente pari a 91.000 euro, saranno incrementati e verrà istituito un finanziamento specifico per il progetto ARCA. È prevista anche una riduzione delle tariffe e dei prezzi al pubblico per il rilascio di licenze e permessi.

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Reazioni politiche e sociali

Reazioni al divieto di pesca del salmone

L'annuncio ha scatenato un intenso dibattito politico. Mentre i partiti di sinistra come il PSOE, IU e Somos Asturies appoggiano il divieto, considerandolo basato su criteri scientifici , la destra, guidata dal PP e da Foro Asturias, lo denuncia come un "fallimento" e un "tradimento". Il deputato del PP Luis Venta ha affermato che il divieto è l'unica risposta del governo Barbón per coprire anni di inazione e che i pescatori, che si sono presi cura dei fiumi, sono quelli che soffrono di più. Dal canto suo, Adrián Pumares, di Foro, ha auspicato un piano di recupero globale con misure alternative come l'installazione di contatori di pesce e il controllo dei predatori.

Nel settore scientifico e ambientalista le opinioni divergono. Diversi biologi e associazioni, come Saxífraga, ritengono il divieto di pesca necessario ma insufficiente e chiedono un divieto totale che includa il primo salmone della stagione (campanu) e le attività di ripopolamento, nonché l'inserimento del salmone atlantico nella Lista delle specie selvatiche sotto protezione speciale (LESPRE). Il Principato delle Asturie, tuttavia, ha chiesto al Ministero di sospendere questo processo al fine di mantenere la gestione regionale.

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Preoccupazioni dei pescatori e dei sindaci

Le associazioni di pescatori hanno espresso il loro disappunto per le modalità di comunicazione del provvedimento. Enrique Berrocal, presidente di Las Mestas del Narcea, ha dichiarato di aver appreso la notizia "tre minuti prima della conferenza stampa" e chiede un dialogo immediato. Temono che il divieto di pesca, unito alla mancanza di sostegno, porti alla scomparsa di molte associazioni e, con esse, agli sforzi di ripopolamento e conservazione dei fiumi. Sottolineano inoltre altri fattori che incidono sulla popolazione di salmoni, come l'aumento della temperatura dell'acqua, la presenza di canoe sul fiume Sella e la pressione esercitata da predatori come lontre e cormorani.

Anche i sindaci dei comuni produttori di salmone hanno espresso preoccupazione per l'impatto economico. Il sindaco di Peñamellera Baja, José Manuel Fernández, ha descritto il divieto come "una morte annunciata" per il fiume Cares-Deva, avvertendo che il settore dell'ospitalità locale, sviluppatosi attorno alla pesca del salmone, ne risentirà gravemente. Da Cangas del Narcea, José Luis Fontaniella ha deplorato il divieto e ha auspicato una gestione più proattiva del fiume.

Misure complementari e monitoraggio scientifico

A corredo del divieto di pesca, il Principato ha annunciato un intensificamento del monitoraggio scientifico. A settembre saranno completati i censimenti subacquei, i dati di conteggio e i dati di pesca elettrica per determinare il reclutamento degli esemplari giovani. Continuerà anche il controllo legale dei cormorani e inizieranno gli studi sull'impatto delle lontre sulla riproduzione dei salmoni. Il Ministro regionale Marcos ha sottolineato che il divieto non è una misura isolata, ma piuttosto parte di una strategia che combina protezione, sostegno finanziario e gestione attiva dei fattori che influenzano la specie.

Il divieto temporaneo di pesca del salmone nelle Asturie, proposto fino al 2027, con le relative eccezioni e misure complementari, segna una svolta nella gestione di una specie le cui catture si sono drasticamente ridotte negli ultimi decenni. È ancora aperto il dibattito sull'adeguatezza del divieto e sulla necessità di affiancarlo ad azioni più ambiziose in materia di fiumi e predatori, mentre pescatori, ambientalisti e politici cercano un equilibrio tra conservazione e tradizione.

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